
Labirinto, 2020, setole plastiche verdi e piante, struttura metallica a labirinto, installazione ambientale immersiva / green broom bristles and plants, labyrinth metallic structure, immersive environmental installation, CUBO in Torre Unipol, Museo d’impresa del Gruppo Unipol, Bologna. Courtesy FPA Francesca Pasquali Archive
Mutamenti. Le metamorfosi sintetiche di fuse* e Francesca Pasquali è il titolo del progetto curato da Federica Patti per la quinta edizione di das – dialoghi artistici sperimentali con il lancio di una doppia esposizione all’insegna di un’esperienza diffusa, immersiva e variegata che coinvolge i diversi spazi del Museo d’impresa sull’idea di mutevolezza, caducità, evoluzione che le nozioni, le immagini, i supporti, le tecnologie e gli elementi culturali attuano nel tempo, incessantemente, proprio come i processi di trasformazione che avvengono in natura.
Per CUBO in Torre Unipol, la proposta espositiva è un rinnovato Labirinto_ Innesti Armonici proposto per l’occasione come un’esperienza diffusa, immersiva e cangiante.
L’artista Francesca Pasquali trasforma nuovamente il 25esimo piano della torre in un mondo incantato, una foresta sintetica magicamente comparsa dal nulla e prepotentemente insinuata tra le architetture custodi del nostro presente. Una giungla di morbidi filamenti sospesi, cascate zampillanti realizzati con materie plastiche e setole di vario spessore all’interno delle quali si irradiano suggestioni luminose e sonore di diversa frequenza, accoglie ora una vegetazione che durante i mesi si è trasformata, insinuandosi tra i materiali sintetici. Il singolare percorso invita il pubblico ad un cammino sensoriale dove tra artificio e natura, materia e ambiente si sono insinuati luci e suoni.
Avviata in occasione della performance, StrawsLAB_interazioni gestaltiche con la materia, ci si è focalizzati sulla capacità della materia di generare suoni e movimento e sulla potenza rigenerativa dello stesso materiale industriale. Il progetto completava la forza espressiva e sensoriale attraverso l’intreccio di mezzi espressivi, digitali e gestuali che coinvolgevano il visitatore rendendo unici e inediti i momenti performativi del suono, della stessa materia dell’opera, delle luci e del corpo che diventavano protagonisti, lasciando aperti interrogativi sulle infinite possibilità intrinseche e interattive che l’opera e la sua natura materica generano.
La mostra è segnalata nel Programma ufficiale di ART CITY Bologna 2021 in occasione di Arte Fiera (rimandato a data da destinarsi a causa dell’emergenza sanitaria in corso).
L’accesso alla mostra è consentito esclusivamente su prenotazione.
In ottemperanza alle misure di sicurezza anti-covid in vigore, il personale all’ingresso rileva la temperatura corporea; all’interno degli spazi museali è necessario indossare sempre la mascherina e mantenere la distanza di sicurezza.